E’ un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea e la sua coltivazione risale al tempo dei Borboni, che già nel 1811 coltivavano carciofi nella zona di Eboli. Le prime coltivazioni specializzate di carciofo sono state realizzate da agricoltori del Napoletano che impiantarono “carducci” di loro ecotipi proprio nelle zone dei famosi Templi di Paestum.
Ma la vera e propria diffusione del carciofo risale al 1929-30, grazie alle vaste opere di bonifica e di trasformazione agraria apportate dalla riforma fondiaria. La descrizione più approfondita della diffusione del Carciofo di Paestum è stata fatta dal Bruni nel 1960.
Il “Carciofo di Paestum” IGP (INDICAZIONE GEOGRAFICAPROTETTA) presenta l’aspetto rotondeggiante dei suoi capolini e la loro elevata compattezza, oltre l’assenza di spine nelle brattee.
La Piana del Sele permette al carciofo di Paestum di maturare precocemente,grazie alle sue terre fertili.Propio per questo è il miglior carciofo di tipo Romanesco sul mercato.
Altre caratteristiche tipiche del prodotto sono: una pezzatura media dei capolini (non più di 4 per gambo per kg di prodotto), peduncolo inferiore a 10 cm, colore verde con sfumature violetto-rosacee, ricettacolo carnoso e particolarmente gustoso.
Nel corso dei decenni,gli agricoltori e i coltivatori della Piana del Sele,hanno sviluppato un modo di coltivare il Tondo di Paestum accurato e laborioso. La tenerezza del carciofo è dovuta alla pioggia e al clima fresco che sono presenti nel lungo periodo di produzione (Febbraio-Maggio).
Tante gustose ricette sono possibili grazie a questo prodotto,per questo è molto apprezzato nelle cucine.
Il carciofo ha un elevato valore perché è un ortaggio fornito di tutte le principali vitamine (vitamia C, vitamina A, tiamina, riboflavina e niacina), è ricco di sali minerali (potassio, calcio, fosforo, ferro), e presenta tra i suoi costituenti l'inulina, un polisaccaride con potere calorico inferiore a quello dell'amido per cui è adatto a diete per diabetici. Inoltre il carciofo ha contenuto in fibra piuttosto elevato che aiuta ad eliminare i residui della digestione e consente di ritardare la digestione dell'amido.
Oltre all'aspetto nutrizionale ha proprietà farmacologiche dovute alla presenza di diversi principi attivi che favoriscono diuresi, coleresi, ricambio del colesterolo, effetti antimicrobici ed antipiretici, attività epatoprotettrice. Gli studiosi consigliano di consumare il carciofo allo stato fresco in quanto, nel corso della cottura, una parte di questi costituenti possono andare persi con l'acqua di cottura.
Alunni: Franco, Maglio e Damolideo
Sitografia
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Carciofo di Paestum
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