Frish nel 1775 cominciò a studiare le bufale, le distinse in due generi: bufalo asiatico e bufalo africano. Il bufalo asiatico è diffuso in Borneo, nell’ India orientale e settentrionale, mentre quello africano è diffuso nell’Africa orientale, occidentale e centrale. Il bufalo domestico è un mammifero, ha la pelliccia di colore grigio scuro e le corna sono appiattite e ricurve all’ indietro. Dalla cronaca di uno scrittore dell’ottocento, dell’India attraverso la Persia e al seguito dell’esercito di Alessandro il Grande, pare che il bufalo sia passato attraverso la Siria e l’Egitto grazie ai musulmani. In Italia compare nell’anno 596 .All’inizio la sua riproduzione fu molto lenta ma la presenza di regioni calde,paludose e ricche di acqua determinavano uno sviluppo e un aumento rapido di specie che trova il suo habitat ideale nel delta del Nilo e nelle terre basse del Danubio.In Italia le regioni in cui vive meglio sono la Campagna e la Puglia. Questo animale passa la maggior parte del tempo nell’acqua di cui affiora solo in parte con la schiena e con la testa , vive in branchi e spesso si tuffa nel fango che protegge la sua pelle dall’attacco di insetti e parassiti. In genere rimangono immersi nell’acqua o nella fanghiglia fino a otto ore al giorno questo animale diventa irrequieto e perfino cattivo se l’acqua gli viene a mancare. In Italia il bufalo risulta impacciato sul terreno ma nell’acqua è agile e tranquillo; anche se l’aspetto è inconsueto il carattere è piuttosto mite. La sua convivenza con gli esseri umani piuttosto placida.

Sitografia
La mozzarella di bufala campana
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